NON SONO PIGRO NON SONO SVOGLIATO

Buonanotte, Giorno,
Dic 19, 2017
di Sara Del Dot e Federico Turrisi

Leggere un libro, guardare un film al cinema o una partita di calcio alla televisione, mangiare a tavola con gli amici o con i propri familiari, ridere. E a un certo punto sentire un torpore irresistibile: il corpo si rilassa, i muscoli si distendono, la testa comincia ad abbassarsi e si cade in un sonno profondo. «All’inizio, quando vedi che una persona non riesce più a far niente, quando vedi un bambino che non riesce più a guardare i cartoni animati, a seguire una lezione a scuola, a mangiare un gelato, non sai che cosa fare, vai nel panico; e proprio in quel momento è fondamentale trovare qualcuno che conosce la malattia», racconta Paola Fernandez, medico di Palermo. Suo figlio Marco è narcolettico. La malattia gli è stata diagnosticata a sette anni. Adesso è un adolescente, ha 13 anni e grazie alla terapia comportamentale e farmacologica ha una vita normale. Può fare tutto, con i suoi tempi e le sue esigenze.

L’essenza della vita

Senti cosa mi è successo: tempo fa mi arriva questo messaggio privato su Facebook:

“…beato te Certo che sei stato fortunato ad avere questi risultati in così poco tempo…”

Ok, faccio un bel respiro profondo e cerco di rimanere calmo anche davanti a idiozie del genere.

Ma cosa c’entra la fortuna?

Lavorare 18 ore al giorno per anni è fortuna?

Sbagliare, prendere fregature, ricominciare daccapo e imparare dagli errori è fortuna?

Sai qual è il problema?

E’ che la massa si accontenta delle briciole, mentre un vero imprenditore punta a lasciare il segno.

La massa vuole ottenere il “successo” senza “farsi il mazzo” e così quando vede certi risultati, non sa fare altro che puntare il dito e dire “sei stato fortunato”.

Adesso, chiariamo una cosa importante: un viaggio da sogno, un orologio costoso, una villa, una barca, una macchina sportiva… sono tutti sfizi che rendono più piacevole la vita ma certamente NON sono l’essenza della vita.

A me non interessa se una persona porta un Rolex o uno Swatch, l’importante è avere la libertà di scegliere ciò che più ti piace.

Ho scelto di lasciare la strada sicura per quella del “rischio d’impresa” proprio perché voglio avere più libertà.

Sì, la libertà di avere un futuro prosperoso e bello, la libertà di poter lasciare il segno e la libertà di vivere secondo i nostri standard e non secondo le regole di un sistema che ci vorrebbe zitti e ubbidienti come scimmie in gabbia.

RICORDA: non rinunciare a ciò che ti appartiene e scegli la libertà di vivere una vita all’altezza dei tuoi sogni.